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Riaprire la strada che porta alla storia. Questo è il primo compito a cui sono stati chiamati i midi escavatori della AB Global Service, nell’ambito di un progetto che ha l’ambizione di portare, se non alla luce, di certo alla memoria, un pezzo di storia d’Italia che, al di la di ogni ideologia, affascina perché rimasto segreto per quasi ottant’anni. Il punto di svolta di questa vicenda avviene nel 2004, quando la Difesa mette in vendita all’asta centinaia di immobili. Tra questi, un terreno con tre unità abitative e un campo da calcetto in provincia di Parma, a Fornovo di Taro, che viene acquistato da una società immobiliare locale. La rivelazione arriva quando Luca Accorsi, titolare della AB Global Service, bussa alla porta dei nuovi proprietari del terreno per svelare loro un segreto grande 10.800 metri cubi e custodito a 20 metri di profondità. Stiamo parlando di una riserva carburante progettata negli anni Trenta nel quadro della realizzazione di una rete di rifornimento funzionale all’autonomia della Regia Aeronautica voluta da Benito Mussolini. In Italia sono stati realizzati tre riserve segrete di carburante, a Nord, Centro e Sud della Penisola, per garantire il volo degli aerei militari. La riserva che abbiamo visitato a Fornovo di Taro fu completata e resa funzionale con il collegamento alla non distante raffineria nel 1936. Per capire la scelta di questo territorio bisogna tornare agli anni Trenta quando l’area di Fornovo di Taro (località Vallezza) era considerato il massimo giacimento petrolifero d’Italia e il secondo d’Europa.